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"Gesù è l'acqua viva che spegne la nostra sete più profonda"

Il Commento al Vangelo della III Domenica di Quaresima

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Gesù è l’acqua viva che spegne la nostra sete più profonda, quella interiore e spirituale, quella d’eternità. E, una volta che l’abbiamo accolta, diventa in noi una sorgente inestinguibile, a cui molti potranno attingere.

Nel Vangelo di oggi, attraverso una metafora, andiamo al centro della nostra fede. L’esperienza umana della sete è nota a tutti, soprattutto nell’impellenza del bisogno. È chiaro agli Ebrei che si muovono lentamente verso la Terra promessa, e hanno paura che il viaggio sia infruttuoso, vista l’urgenza di abbeverarsi.

Può forse abbandonarli il Dio che li ha salvati? I dubbi sono tipici della natura umana, ma il racconto è inserito nella Bibbia a conferma della presenza costante di Dio a fianco dell’umanità. È però sempre necessario qualcuno che lo ascolti e faccia ciò che lui suggerisce, affinché l’umanità si salvi.

Non fa eccezione il Messia, primo tra gli intermediari, che trova il tempo e le parole efficaci per rispondere ai bisogni nascosti e profondi della Samaritana: una singola donna, per giunta eretica e inquieta, visti i sei uomini che hanno accompagnato la sua vita.

Gesù non l’ammonisce, ma mette a nudo le verità; non cassa la sua fede, ma apre gli orizzonti a un modo aperto e intimo di rendere onore a Dio; non le chiede nulla, ma le notizie vitali che le ha fatto conoscere la portano a raccontare a tutto il villaggio quell’incontro.

Sì, Gesù è stato l’acqua viva che le ha cambiato la vita, ed ora lei è diventata una sorgente. Per noi è anche così? 

(Dal Vangelo di GV 4,5 - 42)

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