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Tre donne delle istituzioni dicono la loro sulla questione femminile

Abbiamo chiesto a tre donne che ricoprono ruoli apicali nel territorio di dirci la loro sul significato dell'8 marzo

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Ieri in occasione della Giornata internazionale sui diritti della donna abbiamo voluto chiedere a tre donne, che ricoprono ruoli apicali nelle istituzioni del territorio, di dirci la loro sulla questione femminile e sul significato che la festa della donna può avere al giorno d’oggi.

Abbiamo sentito due donne che si occupano di politica territoriale, una di governo e una di opposizione, ossia il vicesindaco di Atessa, Federica Cinalli, e la vicepresidentessa del consiglio comunale atessano, Sara Cappellone.

La terza è una rappresentante delle istituzioni scolastiche ed ex assessore all’istruzione e alla cultura del comune di Casoli. Parliamo di Liberata Colanzi, dirigente scolastica dell’Istituto Omnicomprensivo “Ciampoli - Spaventa” di Atessa.

Il vice sindaco Cinalli, che ricopre anche il ruolo di assessore alla programmazione finanziaria ed al bilancio, ha ribadito quanto c’è ancora molto da fare nonostante i grandi passi in avanti fatti dal nostro paese.

“Sebbene a livello europeo l'Italia avanza verso l'uguaglianza di genere, permangono ambiti dove il divario tra uomini e donne è ancora evidente. – afferma - Ciò si traduce in mancata partecipazione soprattutto al mondo del lavoro, opportunità di carriera, retribuzioni, oneri non retribuito per la della famiglia. In questi ambiti l'Italia occupa l'ultimo posto.

“Sicuramente dei miglioramenti – spiega la Cinalli - ci sono stati tant'è che abbiamo avuto un miglioramento sia per quanto riguarda la presenza delle donne nei consigli di amministrazione delle società, per quanto riguarda la rappresentanza delle istituzioni e l'indice legato alle alla presenza delle donne che si che si laureano quindi che conseguono un titolo di studio superiore.”

“Tuttavia – sottolinea il vice sindaco -  soprattutto nel 2020 è stato caratterizzato da una perdita di unità lavorative per quanto concerne le donne, e in particolar modo, talvolta, l’uso dello smart working è stato visto, sì come un strumento di maggiore flessibilità, ma nello stesso tempo è stato anche percepito da molte donne come una mera questione femminile, che ha alimentato in alcuni casi anche nuove forme di discriminazione, di divario di opportunità; laddove la scelta non è stata una scelta come dire una scelta autonoma ma piuttosto forzata dagli eventi.”

“Certo una spinta verrà dal piano nazionale di ripresa e resilienza, - aggiunge -  le misure previste sono interventi diretti di sostegno all'occupazione e all'imprenditorialità femminile, ma anche interventi indiretti che sicuramente migliorano licenziamento delle reti di trasporto potrebbero migliorare la conciliazione e spazi di lavoro attivi e quelli domestici.”

“Bisognerà molto monitorare sull’attuazione di queste misure. Non ultima - conclude Federica Cinalli - è la promozione, sicuramente, delle donne nell'acquisizione di competenze per l'acquisizione di competenze di scienze tecnologie e ingegneria, matematica oltre a quelle linguistiche e digitali questo consentirebbe veramente alle donne di assumere delle posizioni lavorative sicuramente migliori e anche ben retribuite.”

La vicepresidentessa Cappellone rivolge il proprio pensiero, in occasione dell’8 marzo, alle donne che in questo momento soffrono per colpa della guerra russo-ucraina.

“In questo momento per la festa delle donne – dichiara la vice presidentessa - non posso che non pensare a tutte quelle donne, bambini e quelle bambine che oggi vivono la guerra in Ucraina e ogni sera mi tocca spegnere la TV per le scene strazianti che viviamo.”

“Quindi - prosegue - in un giorno io semplicemente vorrei che tutto questo finisse e che i governanti si rendano conto che la vita umana vale più di qualsiasi altra cosa.”

“Semplicemente – conclude Sara Cappellone - non riesco a pensare ad altro, non riesco a pensare né al progresso della donna, né ha tutto quello che ci siamo in questi anni su quanto l'uguaglianza e l’equità debba essere ribadita tra uomo e donna, perché l'unico pensiero che mi affiora in mente è la vicinanza a quelle donne che proteggono i loro figlio, che scappano dalla guerra e che non possono più realizzare i loro sogni a causa di un futuro strappato.”

Infine, anche la dirigente scolastica del “Ciampoli – Spaventa”, la prof.ssa Colanzi, si è voluta soffermare sulla tragedia in atto nel paese dell’Europa orientale.  

“L'8 marzo festa della donna – dichiara la dirigente scolastica -  è la giornata in cui ci si sofferma nel riconoscere e dare valore al ruolo della donna, spesso relegato in subordine e mi sconosciuto in nome di stereotipi culturali che possono essere sradicati unicamente con l'istruzione.”

“Ma quest'anno - conclude la Colanzi - credo che il nostro pensiero debba essere rivolto particolarmente alle donne che sono in prima linea nel difendere la libertà e la pace. A loro la solidarietà ed il conforto di ogni donna.”

 

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