Si dicono profondamente delusi ed estremamente amareggiati i sindaci del Sangro-Aventino che hanno deciso di inviare una lettera all’assessore regionale alla Salute e alle Pari Opportunità, Nicoletta Verì, per chiedere chiarimenti sulla campagna vaccinale.
Sono diciassette in totale i primi cittadini che hanno aderito all’iniziativa a partire da Massimo Tiberini, sindaco di Casoli, poi Domenico Giangiordano, Roccascalegna, Mario Zulli, Gessopalena, Vincenzo Muratelli, Altino, Danilo D’Orazio, Civitella M. Raimondo, Carmine Ficca, Torricella Peligna, Raffaele Nasuti, Bomba, Giovanni Paolo Rosato, Taranta Peligna, Angelo Piccoli, Montenerodomo, Carlo De Vitis, Fara San Martino, Andrea Di Fabrizio, Lama dei Peligni, Andrea Schina, Colledimacine, Consuelo Di Martino, Palombaro, Carolina De Vitis, Lettopalena, Claudio D’Emilio, Palena, Domenico D’Angelo, Pennadomo, Raffaele Verratti, Sant’Eusanio del Sangro.
Al centro della missiva ci sono i ritardi nelle vaccinazioni contro il covid-19 delle persone fragili e degli ultraottantenni, che ormai aspettano da tempo di essere chiamati per ricevere la propria dose di vaccino.
“Non riusciamo a comprendere – scrivono i sindaci – quali siano le motivazioni per le quali i nostri concittadini non sono stati vaccinati. Facciamo pane di un'altra categoria rispetto alle altre aree dell’Abruzzo?”
“Ci siamo fatti in quattro, con i nostri uffici, - proseguono i primi cittadini - per aiutare i nostri anziani nelle prenotazioni vaccinali alla piattaforma regionale dedicata. Successivamente ci è stato chiesto, dalla ASL, di integrare l'elenco degli ultraottantenni prenotati con i nominativi di quelli che la prenotazione non l'hanno fatta sulla base dei dati presenti nelle nostre anagrafi.
I sindaci continuano mostrando la propria collaborazione: “Abbiamo collaborato In silenzio, ma ad oggi nessun anziano del nostro territorio non domiciliato nelle R.S.A. è stato vaccinato! Abbiamo atteso il turno delle vaccinazioni delle forze dell’ordine e del personale scolastico. Abbiamo atteso il turno delle vaccinazioni per gli ultraottantenni residenti nelle zone rosse.”
Ora non si può più attendere: “Ma a questo punto – affermano i diciassette - non riusciamo davvero a comprendere quali siano le ragioni dei ritardi nel nostro territorio. Quando in altre aree della regione sono state avviate le inoculazioni delle seconde dosi!!!“
Infine i sindaci concludono: “Crediamo. A questo punto. Sia legittimo domandarle quali siano le ragioni di tali ritardi. Da cosa dipendono? Come sono stati distribuiti i vaccini sul territorio regionale? Assessore. crediamo che siano domande lecite da parte di chi ogni giorno mantiene il fronte in prima linea.”